Il "gene del viaggiatore": quell'irresistibile voglia di partire


Cosa ci spinge a viaggiare, a scoprire sempre posti nuovi, a voler ripartire appena tornati da un viaggio? 
Cosa dà origine a questa “follia” di esplorare? Cosa ci ha spinto fuori dall'Africa e portato fin sulla luna e desiderare ora di arrivare su Marte?
Già Dante aveva immaginato che vi fosse negli uomini una particolare "semenza" per la quale "fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza".
Bene, la colpa (o il merito) di questa inclinazione sta tutta in una sequenza di alleli.





Ma l'origine è molto lontana.
La radice di tutta l'esistenza umana è legata all'Africa: i nostri antenati cominciarono a "viaggiare" circa 70.000 fino a 50.000 anni fa. Nessuna altra specie ha viaggiato e si è diffusa in tutto il mondo nello stesso modo come gli esseri umani: l'uomo si è stabilito in ogni continente, paese e angolo del mondo in soli 50 mila anni.






Una teoria che sta dietro la motivazione ad affrontare sempre nuovi viaggi è radicata nella nostra infanzia: da bambini, infatti, impariamo e facciamo esperienza attraverso il gioco e la fantasia.
E' proprio grazie alla fantasia ed al gioco che sviluppiamo la nostra immaginazione e questa ci porta
a realizzare scenari fantastici che diventano carburante e stimolo a scoprire, a guardare oltre, a voler viaggiare, insomma.





Molte persone sognano infatti di viaggiare per il mondo, vedere luoghi dove non sono mai stati e conoscere abitudini e culture diverse dalla propria.





Il "backpacking", "prendere lo zaino in spalla" e partire, il voler prendersi un "anno sabbatico" per viaggiare e scoprire, rappresentano la risposta alla curiosità che è insita e peculiare dell'uomo, la specie più curiosa ed esplorativa mai esistita sulla terra.



Questi tratti distintivi dell'essere umano sono scritti nel nostro Dna.

Alcuni anni fa sono stati scoperti i geni che portano l'uomo a voler viaggiare.
Un gene in particolare, il DRD4, il "gene del viaggiatore" è coinvolto con i livelli di dopamina nel cervello.
La dopamina è una sostanza, un neurotrasmettitore, prodotta dal cervello coinvolta in numerose attività cerebrali. Ad esempio nella depressione si ha una carenza di dopamina e si tende a sostituirla farmacologicamente oppure a bloccarne la sua degradazione attraverso farmaci che ne impediscono la sua riduzione.

Una variante di questo gene, DRD4-7R, si ritrova nel 20% circa della popolazione umana ed è collegata con irrequietezza e curiosità.

Questa irrequietezza può indurre la persona a prendere rischi più grandi come esplorare luoghi nuovi o diversi.



La variante DRD4-7R del gene ha più probabilità di ritrovarsi nella società moderna e nelle popolazioni tendenti a migrare rispetto a quelle più stanziali.
Il gene 7R , insieme ad un'altra variante di nome 2R , tende ad essere trovato più frequentemente di quanto ci si aspetterebbe nelle popolazioni i cui antenati migranti hanno compiuto distanze più lunghe dopo che si sono trasferiti fuori dall'Africa.


Questi risultati suggeriscono che questo gene potrebbe essere la motivazione dietro il desiderio di viaggiare, di muoversi e di vedere il mondo.
Il bisogno di esplorare in noi innato ha la sua spiegazione all'interno del nostro genoma.


Lo studio sul gene DRD4 di 2.320 persone provenienti da 39 popolazioni ha scoperto che, rispetto alle popolazioni sedentarie, le popolazioni migratorie hanno una più alta proporzione di alleli, ossia di varianti come il 7R e il 2R, rendendole più curiose ed iperattive.

In conclusione, ciò che ci spinge a viaggiare può essere spiegato attraverso i nostri geni (DRD4-7R) e anche attraverso la nostra immaginazione, che è alimentata dal gioco durante l'infanzia.
Un viaggio iniziato 50.000 anni fa che ci ha portato ad esplorare ogni angolo nascosto del nostro pianeta fino a sbarcare sulla Luna.




Prossima fermata... Marte!






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